FLASHBACK - di Rossella Piergallini
ART CITY Bologna Art White Night - sabato 7 febbraio 2026 ore 21:00 - 24:00
Evento di ABABO OFF nell'ambito del programma ABABO Art Week 2026
Ingresso libero fino al 15 febbraio - dal lunedì alla domenica ore 10:30 - 18:30
Sala Museale E. Possati - Complesso del Baraccano, Via Santo Stefano, 119 - Bologna
Con Flashback, Rossella Piergallini – artista visiva e docente del Corso di Fashion Design all’Accademia di Belle Arti di Bologna – presenta un progetto espositivo che sovverte la linearità del tempo, attivando una narrazione in cui passato e presente si intrecciano in un continuo slittamento di senso.
La mostra si sviluppa come un processo narrativo non cronologico, costruito attraverso una selezione di opere che attraversano l’intero percorso di ricerca dell’artista. Il percorso si configura come un lungo racconto fatto di ritorni, sovrapposizioni e stratificazioni, in cui ogni lavoro agisce come un flashback: un ricordo improvviso, uno shock emotivo, uno stimolo sensoriale capace di interrompere il flusso del tempo e riorganizzare il presente. La ricerca di Rossella Piergallini si concentra sulle relazioni che si instaurano tra corpo e ambiente, con particolare attenzione allo specifico fisico e simbolico della differenza che attraversa e qualifica l’universo della femminilità. Attraverso installazioni ambientali, performance e opere mixed media, l’artista indaga una dimensione di conquista – anche fisica – della libertà individuale, investigando le ragioni profonde della dicotomia maschile-femminile e i rituali che si depositano sulla superficie degli oggetti.
Al centro della ricerca di Piergallini vi è una vera e propria grammatica della fragilità dove il corpo non è mai rappresentato come gesto, ma come impronta, traccia, presenza-assenza che si deposita sulla superficie dei materiali: tessuti, pizzi, velluti, silicone, resine, pigmenti. L’abito diventa così habitus, spazio simbolico e relazionale in cui si inscrivono identità, memorie e rituali.
Le opere assumono così la forma di un processo di transizione, capace di trasmutare il materiale nell’immateriale e di conferire all’insieme una configurazione unitaria: una “pelle” infinitamente investigabile, luogo di contatto e di soglia. È su questa pelle che si attivano i cerimoniali, i gesti simbolici e le impronte che attraversano lavori come Spettro (2013), realizzato in velluto grigio e ipoclorito di sodio e Vestale (2009), in silicone nero e polvere attraversati da tensioni tra interiore ed esteriore, memoria e trasformazione.
Opere come Shock (2010) rendono evidente il legame tra corpo, trauma e traccia, mentre gli omaggi a Matilde di Canossa e Dante Alighieri intrecciano storia, simbolo e materia in una dimensione fortemente evocativa. Di grande impatto sia simbolico che visivo l’installazione Sacro e Profano, in cui un grande bacino dorato, anatomicamente posato su di un tappeto, crea innumerevoli anti narrazioni che interrogano e tacciono allo stesso tempo.
All’interno della mostra si inserisce la performance Keep Out, concepita come metafora di un’esperienza di near-death e di uno stato di coscienza extracorporeo, sospeso fuori dallo spazio e dal tempo.
La performance mette in scena un’esperienza di distacco dal corpo fisico, osservato dall’esterno, in cui lo shock apre a una dimensione liminale: un attraversamento simbolico di un tunnel oscuro verso una luce calda, percepita come fonte di energia, pace e unione con l’universo.
Keep Out è realizzata in collaborazione con le studentesse e gli studenti del Triennio di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che hanno ideato gli abiti, con il contributo della danzatrice e coreografa Alessandra Carloni (Bologna Danza by Gymmoving) e delle allieve di Soft Jazz, che animeranno le creazioni, e con la collaborazione delle allieve di IAM – Institute of Art & Make Up per il trucco, ispirandosi direttamente ai colori e ai materiali delle opere in mostra.
Flashback si configura così come un dispositivo di memoria attiva, un racconto aperto in cui le opere non illustrano il passato, ma lo riattivano nel presente, generando nuove evocazioni, nuovi spettri e nuove possibilità di senso.
A. Cattani

