Un'energia diversa: Direzione segno
3-8 febbraio 2026
Accademia di Belle Arti di Bologna
Arte Fiera - Padiglione 26 - stand B58
a cura di Maura Pozzati
Appena arrivi allo stand dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, l'atmosfera cambia. Non si respira quell'aria un po' composta da galleristi e collezionisti. È uno spazio che non vuole vendere, bensì raccontare un processo.
E così mi viene raccontata l’opera di Michele Cotelli, che intende "avvicinarsi almeno un poco alla Luna" tramite una scultura che vede un dialogo tra forti filamenti di ferro e bianca e delicata paraffina. Un dialogo tra terra e cielo che incanta.
Chiaraselvs gioca con "la scrittura nei panni della pittura", costruendo un alfabeto fatto di parole, lettere e macchie e regalando al linguaggio una nuova libertà.
Serena Galimberti decide di ricalcare, dopo averli ingranditi, dei vetrini istologici, dando loro un tono ‘sensuale’ attraverso piccoli fiorellini disegnati con la penna Glitter. Un’esperienza dolorosa può divenire un processo di pace, di medicazione.
I paesaggi emotivi di Viola Manfrini vengono presentati come un progetto che l’artista crea per fare pace con se stessa: le fotografie sono scattate tra la nebbia naturale del suo giardino, che poi viene accentuata con un filtro blu. La cianopsia, una condizione dell’occhio che fa vedere tutto blu, rende tutto più avvolgente.
Qianwen Chen presenta fili rossi intrappolati sotto una pelle di cera segnata dal tempo, stratificata. È un lavoro che parla di memoria, di ferite e di una malinconia che si fa carne (o meglio, cera).
Il percorso di Ilaria Venturini parte dall’abitudine, forse per un modo introverso di fare, di guardare sempre verso il basso. Ed è così che un giorno, osservando il reale “non in modo diretto, ma attraverso ciò che resta” - delle piume per terra, sono nate le sue incisioni su lastre: traiettorie invisibili di uccelli, mappe poetiche di ciò che non vediamo più.
C’è ricerca, c’è dolore trasformato in bellezza e, soprattutto, c’è la voglia di lasciare un segno.








